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Ti ricordi i tempi della scuola? Bei tempi quelli…. fosse solo per il fatto che eri più giovane e forse eri quella ragazzina che a scuola andava bene, o forse andavi avanti a stento ma probabilmente in un modo o nell’altro superavi l’anno.

Certamente ci saranno stati momenti in cui ti sarai sentita un po’ sopraffatta dallo studio, dalle prove in classe e dai tanti impegni scolastici.

E certamente ci saranno stati momenti in cui ti sbattevi ed eri stanca, con la voglia quasi di buttare tutto all’aria ma andavi avanti.

Certamente questo denotava la tua intelligenza ed una tua capacità nell’apprendimento, nell’applicazione e nella disciplina e quasi sicuramente anche oggi ti ritrovi con questi lati più o meno sviluppati che, con l’andare del tempo hanno formato in parte il tuo carattere.

E fin qui tutto bene.

Ma andiamo avanti nel tempo e veniamo ad oggi: l’intelligenza è rimasta così come forse anche la predisposizione all’apprendimento, la dedizione all’applicazione e alla disciplina e sicuramente tutte queste qualità sono utili, anzi utilissime nel mondo del lavoro….anche se, a mio avviso, bisogna monitorarle perché altrimenti rischiano di farti finire che non lavori, ma ti ammazzi di lavoro.

Ma questa è un’altra questione.

La questione che invece voglio parlarti oggi è: come usi queste tue qualità nell’affrontare un problema di carattere emotivo/esistenziale?

Poniamo un esempio: ci sono discussioni in famiglia dove tu ti ritrovi ad aver a che fare con un tuo famigliare per sistemare una questione spinosa.

Tu sei di un parere.
Lui/lei di un’altro, per non dire che la pensa in modo opposto.
Che fai?

Vediamo insieme quali sono le reazioni più comuni e purtroppo i 5 errori che non ti permettono di arrivare ad una soluzione:

1 – cerchi di farlo ragionare per portarlo a vedere la situazione dal tuo punto di vista e
      speri di trovare un punto d’incontro

2 – ti arrabbi ma cerchi di sbollire per conto tuo e poi tentare di valutare l’altro punto di vista

3 – ti arrabbi e ci litighi

4 – cerchi di essere superiore e non cadere nel litigio ma intanto ti rodi il fegato

5 – assecondi l’altra persona per il “quieto vivere” (che purtroppo non si tratta del tuo quieto
      vivere, perché assecondare non porta la quiete, te ne sei accorta vero?)

Ora, in tutte queste situazioni hai senz’altro applicato la tua intelligenza, la tua dedizione e fors’anche la tua disciplina ma probabilmente hai dimenticato l’area dell’apprendimento.

Perché ti dico questo?

Perché in ogni reazione hai senz’altro usato la tua intelligenza che ti suggeriva di comportarti in un modo piuttosto che in un altro.

Hai usato la tua dedizione (nel tentare di trovare un accordo e quindi risolvere la questione in ballo) ed anche hai fatto ricorso alla tua disciplina, là dove hai tentato di non litigare.

Ma dove hai lasciato la tua predisposizione all’apprendimento?

E’ possibile che tu non l’abbia presa in considerazione, ritenendoti in grado di conoscere tutto quello che c’era da sapere per affrontare, gestire e risolvere la situazione oppure potresti averla rispolverata aprendo uno di quei tanti manuali di auto-aiuto che esistono sul mercato.

Perché tu hai deciso che ci dovevi saltar fuori, in un modo o nell’altro.

Da una parte è lodevole il fatto che ti sia data da fare e hai cercato di avvalerti di una simil-consulenza libraria ma probabilmente ti sei anche resa conto di quanto sia complicato e difficile adattare alla tua situazione le soluzioni proposte dal manuale, tenendo anche conto di quale tipo di libro hai consultato.

In poche parole


hai tentato in tutto e per tutto di fare tutto da sola.
Pensando di farcela.

Se fare da sola all’epoca della scuola era probabilmente motivo di orgoglio, questa tua risorsa, oggi alle prese con i problemi della vita, purtroppo si trasforma in una trappola, tenendo conto che le tue qualità non sono andate perse ma hanno solo bisogno di essere re-indirizzate e incanalate in modo tale che ti siano di aiuto quando hai bisogno di risolvere una situazione.

Purtroppo, se pensi di sapere già tutto quello che serve per saltarci fuori, forse non sai che quello che gioca a tuo sfavore è il legame affettivo che hai con questa persona e, ironia della sorte, più sei legata a lei/lui e meno sei in grado di vedere, sentire e ragionare sulla questione per trovare una soluzione.

Facendo in questo modo sei inconsapevole degli errori che commetti e quindi senza possibilità di correzione.

Senza volere sei caduta nella trappola dell’abitudine.

Abitudine a ragionare e ad affrontare le situazioni secondo un modello e una visuale solita, la tua, che come ti ho appena mostrato è ad altissimo rischio di insuccesso.

Cosa puoi fare?

Per incanalare le tue qualità e risorse è necessario che tu sappia


1) a cosa pensare (la tua attenzione è rivolta alla questione in termini di soluzione?)

2) come pensare  su una situazione difficile, cioè quali sono gli aspetti da prendere in considerazione e quali tralasciare perché secondari e non utili.

E una volta individuate le tematiche principali che causano il malessere, altro passaggio importantissimo è quello di sapere

3) cosa dire alla persona in questione

4) quando dirlo 

5) come dirlo

per poi poter applicare con successo tutto questo processo.

Purtroppo è sufficiente sbagliare senza volerlo,
i tempi, i modi e gli argomenti per mandare tutto all’aria.

Ma è necessario che questi 5 elementi siano sincronizzati attraverso una comunicazione efficace sia per te che per l’altro dove ci sia profondo rispetto e profonda comprensione per entrambi.

Solo così puoi avere possibilità di riuscita!

So che ti risulta difficile ipotizzare di mettere in atto questo processo soprattutto quando sei arrabbiata ma è senz’altro questo l’esatto momento e l’esatta situazione che richiede questa conoscenza da applicare passo dopo passo e che non puoi apprendere da un manuale o credendo di poterlo fare da sola.

Fare tutto da sola affidandoti ai tentativi, che potrebbero suonare più o meno così:

“…le ho provate tutte. Con le buone, con le cattive, facendo finta di niente, cercando di fregarmene, stando incazzata per giorni, cercando di far capire, parlare e spiegare, ecc….“

ti fanno girare in tondo senza arrivare al punto.

“Tentare di risolvere” nel fare tutto da sola aiutandoti con un manuale o più manuali rischi di perdere un’enormità di tempo e forse anche di sonno. 

“Tentare” di diventare un’esperta è follia.

Il lavoro da esperto lascialo fare a un esperto.

Attraverso il mio Sistema Serenità basato sulla riprogrammazione dell’inconscio usando tecniche immaginative libere, insieme a semplici metodiche di respirazione viene avviato un processo di miglioramento, maturazione e trasformazione emozionale che ti porta alla risoluzione, modellato perfettamente in base alla realtà e al disagio che stai vivendo, dove è mia cura tenere conto delle tue risorse e delle tue energie, delle tue caratteristiche fisiche e mentali, nonché dei tuoi tempi di reazione e soprattutto dandoti istruzioni su COME FARE per capire quello che ti sta accadendo e COSA FARE per riequilibrare il tuo stato emotivo e la situazione stessa.

Da parte tua occorre l’impegno a collaborare insieme a me
e in questo modo i risultati sono a portata di mano!

Questo è il mio modo di lavorare che applico da ormai 20 anni e puoi leggere qui le testimonianze delle mie clienti.

Fare il consulente-fai-da-te non è mai una soluzione perché senza che te ne renda conto puoi facilmente fuorviarti e disperdere moltissime energie che puoi risparmiare servendoti di un professionista qualificato che, insieme alla tua intelligenza, alla tua voglia di apprendere e alla disciplina nell’applicazione di nuovi concetti, nuove visioni e nuovi modi di ragionare ti portano dritto dritto alla soluzione.

Solo in questo modo la soluzione diventa facile,
per tutto il resto te la complichi.

E credo davvero che tu non voglia complicarti la vita ma semplificartela il più possibile.

Non è così?

Le persone intelligenti come te si fanno aiutare, esattamente come quando sei malata e mai e poi mai penseresti di fare tutto da sola o di affidarti ad un manuale medico.
Semplicemente vai dal medico.

Stessa cosa quando si tratta di un malessere emozionale (dato come nell’esempio da una situazione da sistemare con un tuo famigliare), ed è ancora più urgente trovare un valido aiuto perché le emozioni se non incanalate nel verso giusto, a lungo andare possono intaccare pesantemente il tuo stato vitale e il tuo stile di vita, portandoti verso un malessere vero e proprio, con l’aggiunta di incrinare il rapporto in questione anziché rinsaldarlo.

Se anche tu vuoi mettere a frutto le tue qualità e la tua intelligenza, abbandona l’idea di improvvisarti consulente-fai-da-te e abbraccia l’idea di avere un buon consulente, preparato e competente, che amorevolmente ti accompagna e ti dà istruzioni pratiche verso la soluzione ed ottenere i risultati che desideri.

Con il mio servizio professionale posso aiutarti a prendere la strada più veloce, dicendoti COME FARE per semplificare il più possibile una questione che ti sta a cuore e che ti fa soffrire e che forse, da troppo tempo stai macinando nel tentativo di arrivare ad aggiustarla.

Se vuoi avvalerti delle tue risorse e utilizzarle al meglio per la tua vita e pensi sia arrivato il
momento di interrompere la tua ruota dell’abitudine e sei disposta a investire su di te per il tuo benessere e la tua serenità

prenota subito
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Un disagio non è per sempre.
Insieme possiamo risolverlo!

Elisabetta – Advanced Counsellor Certificata Professionista

Ti invito a seguire il mio blog dove troverai altri interessanti articoli per te.

Sarò felice di sapere cosa ne pensi lasciando un tuo commento!